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Rigenerazione di una prospettiva

Pubblicato il:

  • Luogo: Lodi
  • Data: 21/05/2018

Sabato 26 maggio presentazione a Lodi del progetto finanziato da Fondazione Cariplo che riqualifica un terreno marginale creando occasioni di inclusione lavorativa, sociale e formativa. Coinvolte anche realtà della rete Agricoltura Sociale Lombardia.

Il bene comune come riqualificazione di luoghi, valorizzazione delle persone, sostegno alle azioni di cittadinanza attiva e partecipazione. I capisaldi del nuovo progetto protagonista sul territorio di Lodi aprono le braccia a intenti che si sviluppano lungo una strada condivisa. “Rigenerazione di una prospettiva” è il titolo dell’iniziativa che coinvolge importanti realtà del contesto lodigiano in piena concertazione di obiettivi volti alla riqualificazione di un terreno marginale attraverso la logica dell’agricoltura sociale. Finanziata da Fondazione Cariplo (Bando Emblematici Minori), coinvolge il Movimento Lotta alla Fame nel Mondo, in veste di ente capofila,le cooperative sociali “Il Mosaico” e “Il Pellicano” oltre all’associazione “Il Gabbiano” onlus –  il Comune di Lodi,  Consorzio per la Formazione Professionale e l’Educazione Permanente, l’ente di formazione CESVIP, Centro Raccolta Solidale per il Cibo di Lodi (a cui verrà destinato parte del raccolto), della rete Agricoltura Sociale Lombardia.

L’iniziativa verrà presentata alla cittadinanza sabato 26 maggio, a partire dalle ore 10, all’interno della Parrocchia di San Fereolo.

Il progetto, in piena sintonia con i principi dell’agricoltura sociale, mira a riqualificare un’area in disuso e attualmente degradata del quartiere di San Fereolo (di circa 15.000 mq) a Lodi adibendola a “orto sociale” e offrendo una concreta opportunità di inclusione lavorativa e sociale a persone con svantaggio tra cui disabilità e problematiche legate alle dipendenze. Altro obiettivo cardine, come spiegano gli stessi referenti del progetto, “è quello di favorire un processo di attivazione e partecipazione dei cittadini teso a sostenere il loro protagonismo nella cura condivisa e nella conservazione del bene comune, facilitando la diffusione del concetto di filiera corta, accesso al cibo a chilometro zero e lotta allo spreco, sostegno del circuito del cibo donato”. Prevista inoltre la realizzazione di percorsi formativi sia per il personale impiegato nelle azioni di progetto sia per i cittadini preposti alla cura del bene oltre a percorsi educativi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado per facilitare l’accesso dei minori e delle famiglie al bene comune. Un occhio di riguardo sarà riservato ai giovani con disabilità e fragilità per i quali si organizzeranno situazioni di inclusione sociale attraverso il coinvolgimento in attività manuali e/o aggregative con affiancamento di personale educativo specializzato. Non mancheranno infine eventi rivolti alla cittadinanza.

Salienti le premesse da cui si sviluppa il progetto stesso, come evidenziato dai referenti: “Il territorio agricolo lodigiano sta divenendo sempre più luogo di sperimentazione e di messa in rete di esperienze di coltivazione tradizionale e contadina. Tali esperienze, ancora limitate, sono foriere sia di una dimensione sociale di accoglienza per persone con fragilità, sia di un contesto di inserimento lavorativo di persone disoccupate, per attività generatrici di reddito. È in questo contesto che si è sviluppata una rete di collaborazione tra Ong, Associazioni e Cooperative di Lodi al fine sviluppare un progetto che impattasse il territorio su temi quale quello ambientale e sociale (la collaborazione sotto forma di network, tra l’altro, non è nuova a MLFM, già si impegnata nel progetto Ri-generare valore sociale. Welfare Lodigiano di Comunità). L’idea fondante di tale iniziativa è quella di creare un modello ripetibile capace di riportare all’uso collettivo quelle zone che, nel tempo, hanno perso il ruolo di elemento di valorizzazione urbana per divenire, molto spesso, luogo di degrado e di perdita delle regole minime sulle quali si fonda la possibilità di una convivenza civile”.

Articolo di Sara Bellingeri – Comunicazione e Ufficio Stampa Agricoltura Sociale Lombardia

 

 

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