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Rete Agricoltura Sociale Pavia: “La sostenibilità che include” si aggiudica il bando Cariplo

Pubblicato il:

  • Luogo: PAVIA
  • Data: 28/03/2019

Tra gli obiettivi principali del progetto ci sono l’inserimento lavorativo di persone con svantaggio, la tutela dell’agrobiodiversità e la valorizzazione del territorio. 

Un nuovo importante traguardo coinvolge alcune realtà della rete Agricoltura Sociale Lombardia. Tre cooperative della rete hanno, infatti, vinto il bando “Coltivare Valore” della Fondazione Cariplo aggiudicandosi un importante premio economico utile a sostenere iniziative che promuovono e sviluppano l’inclusione lavorativa e la tutela ambientale attraverso l’agricoltura sociale. Il bando ha messo a disposizione in totale 2,2 milioni di euro con un fine ben preciso, ossia: “sostenere pratiche di agricoltura sostenibile in ottica agroecologica e sociale come strumento di presidio e risposta ai rischi territoriali e come occasione di sviluppo economico locale attivando opportunità di inserimento lavorativo di soggetti in condizione di svantaggio”.

Una di queste tre realtà è la Cooperativa agricola sociale 381 di Voghera, facente parte della rete di agricoltura sociale del territorio di Pavia, la quale grazie al progetto dal titolo “La sostenibilità che include. Perfezionamento di un modello gestionale integrato di pratiche di agricoltura sociale per il territorio pavese” ha ottenuto questo importante riconoscimento economico.

L’obiettivo del progetto, come spiega la nota descrittiva dello stesso, consiste nella “realizzazione di un distretto di economia solidale basato sulla multifunzionalità dell’agricoltura che riunisca aziende agricole, operatori sociali, consumatori e soggetti fragili in un circolo virtuoso capace di favorire l’inserimento lavorativo di quest’ultimi, tutelando al contempo l’agrobiodiversità del territorio e incoraggiando pratiche di consumo consapevole”.

La creazione di opportunità lavorative per soggetti con svantaggio, la salvaguardia dell’ambiente e dell’agrobiodiversità locale, la diffusione di pratiche di consumo sostenibile e in generale lo sviluppo del modello dell’agricoltura sociale rappresentano quindi i capisaldi del progetto che verrà attivato sul territorio di Voghera, Dorno e Suardi.

Addentrandoci nel cuore dell’iniziativa troviamo varie finalità come la rimessa a coltura di 6 ettari​ di terreni attualmente incolti, la tutela di 8/9 varietà di piante ​spontanee alimurgiche autoctone, la formazione professionale​ negli ambiti agricolo e della ristorazione di soggetti in condizione di svantaggio (art. 381) e l’inserimento lavorativo a tempo indeterminato​ di sei di questi. Non mancheranno inoltre la diffusione delle competenze​ in materia di gestione sostenibile del territorio ad uso agricolo, l’incoraggiamento di pratiche di consumo consapevole​ da parte della comunità territoriale e il potenziamento della rete​ pavese dell’agricoltura sociale. Inclusione lavorativa e sociale, valorizzazione del territorio e della sinergia rappresentano i capisaldi del progetto come ci racconta Moreno Baggini, coordinatore territoriale per la rete ASL oltre che responsabile di Orti Sociali di Voghera e referente del progetto protagonista.

“La sostenibilità che include” si propone obiettivi alti e allo stesso tempo concreti: com’è nata l’idea di questo progetto e come avete pensato di affrontare l’organizzazione per renderlo reale? “Da sempre l’agricoltura, con i suoi tempi meno frenetici, gli spazi più dilatati e il diretto contatto con la natura favorisce processi di integrazione sociale delle persone con fragilità. Il ritmo naturale della vita contadina, il lavoro fisico, il fare parte di un piccolo nucleo di tipo familiare, il contatto con le piante hanno un effetto terapeutico benefico. L’inserimento di una persona svantaggiata in un progetto di agricoltura sociale permette di portare un beneficio di cura anche sul piano psicologico e sociale, oltre a quello terapeutico, offrendo così una risposta completa ai bisogni dell’utente. Il progetto si propone di costruire un modello di sviluppo locale basato sulla multifunzionalità dell’agricoltura, partendo dalla tutela ambientale, promuovendo pratiche ecosostenibili di agricoltura sociale, finalizzate alla creazione di una rete virtuosa di imprese agricole, operatori sociali e consumatori consapevoli”.

Nel progetto uno dei punti cardine da realizzare è lo sviluppo di una cosiddetta economia solidale: in che cosa consisterà soprattutto questa azione e che cosa significa in particolare per voi diffondere questo tipo di pratica?Nel percorso di sperimentazione dell’economia solidale, l’insieme dei soggetti coinvolti nel progetto hanno già iniziato ad intrecciare relazioni sempre più strette, per condividere idee, progetti ed orizzonti. Questa collaborazione di realtà e di esperienze darà vita ad una rete formale di economia solidale pavese, in cui chi vi opera condivide i valori fondanti e si impegna nello sviluppo delle relazioni e dei processi economici. L’idea di fondo è che globalmente le singole esperienze di rete possano ricomporre – man mano che crescono – un nuovo sistema economico solidale”.

Qual è la sfida maggiore di oggi nel fare agricoltura sociale e qual è invece il principale sogno da coltivare grazie a questo nuovo traguardo raggiunto? “La sfida principale consiste nel diffondere concretamente le buone pratiche di agricoltura sociale, un’esperienza sicuramente impegnativa ma di grandi soddisfazioni e risvolti positivi da tanti punti di vista. Mostrare con l’esempio che tutto questo è possibile rappresenta il miglior modo per permettere di tramandare le buone pratiche oltre alle conoscenze per realizzare un’agricoltura sostenibile che passi di generazione in generazione. Il nostro obiettivo e sogno concreto resta infine quello di far sì che le persone in condizione di svantaggio possano sperimentare, grazie all’agricoltura sociale, sia un percorso riabilitativo che di socializzazione. Gli spazi ampi, il contesto familiare, l’opportunità di “curare” qualcosa crea benessere. Noi pensiamo a un coinvolgimento per differenti tipologie di disagio che riguardano la disabilità sia fisica che mentale oltre a problematiche legate alla dipendenza. L’agricoltura sociale risponde a tutti questi tipi di svantaggio dando un’opportunità che riconosce e coltiva le diverse abilità permettendo ad ognuno di trovare il proprio ruolo e una capacità davvero utile. In questo senso si può parlare di azienda agricola autenticamente funzionale nel senso non solo dei servizi che l’azienda può dare ma soprattutto perché sono le persone, con le loro competenze e possibilità, a ricoprire diverse funzioni trovando la propria strada. Pensiamo, ad esempio, anche alle persone con autismo, alla precisione che hanno e che ci mettono nel gestire le colture e la fase di raccolta. È allora che si arriva a parlare non più di svantaggio ma di abilità particolari con risvolti positivi per tutti”.

La sostenibilità che include” coinvolge diversi partner tra cui Coop Ottolini, ​ACLI Pavia, APOLF, Coop Balancin​, ​DSTA/Unipv, ​BiPart​. Tra i soggetti della rete sono presenti: Strada dei vini e dei sapori, Coldiretti Pavia, Camera di Commercio di Pavia, L’Alveare che dice sì, Portale Oltrepò Pavese, Provincia di Pavia, Patrocinio della Camera di Commercio di Pavia, Slowfood Oltrepò Pavese, Gastronauti, Gas Borgarello, Gas Cavamanara, Gas  Pavia, Rete agricoltura sociale Pavia, IIS Gallini Voghera, IIS Baratta  Voghera, IC Dante Voghera, IIS Pollini Mortara, Ass. Cuochi Pavia,  Confraternita del risotto, Coop. sociale Gli Aironi, Coop. sociale  Cambiamo, Orto Botanico di Pavia, AcliTerra Pavia, Scuola consortile  Sannazzaro dei Burgundi, Università di Cambridge.

Intervista a cura di Sara Bellingeri – Comunicazione e Ufficio Stampa Agricoltura Sociale Lombardia

Nella foto uno dei momenti di presentazione del progetto in occasione del convegno del 16 marzo.

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