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Piero e l’agricoltura sociale: “Ogni giorno qui imparo qualcosa”

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  • Luogo: LODI
  • Data: 29/06/2019

La storia di riscatto di un uomo che aveva perso il lavoro e che ora trova soddisfazione e crescita facendo esperienza nell’ambito degli Orti del Pellicano, progetto della rete di agricoltura sociale di Lodi.

Ci sono storie fatte di riscatto, pronte a risalire la strada della fiducia nonostante le cicatrici della fatica, guardando al futuro. Percorsi che crescono nel terreno fertile dell’agricoltura sociale, come accade nell’ambito del progetto “Gli Orti del Pellicano”, della coop “Il Pellicano” appartenente alla rete agricoltura sociale di Lodi.

A testimoniare l’effetto positivo determinato dall’agricoltura sociale c’è la voce luminosa di Piero Ciacci, 55 anni e sulle spalle una vicenda ruvida e insieme intensa che non ha mai perso la voglia di rialzarsi nonostante le asprezze della vita. “Ho iniziato a lavorare molto presto, finito il militare ho cominciato a fare esperienza in una salumeria imparando sul campo quello che per 23 anni sarebbe poi stato il mio lavoro” racconta. Ma nel 2010 tutto cambia. Alcune scelte aziendali puntano a radicali tagli del personale e Piero si trova senza lavoro e con un senso di profondo smarrimento addosso. “Da lì è iniziato il mio tour tra agenzie interinali che non mi richiamavano o che mi proponevano lavoretti molto precari e troppo brevi per riuscire a mantenermi”. La salita diventa particolarmente aspra: “Sono arrivato persino a dormire in auto, non avevo certezze e non sapevo come fare ad andare avanti. Se la gente comune non mi avesse portato qualcosa per aiutarmi non so come avrei fatto”. Poi la svolta: “Nel 2017 la mia assistente sociale mi ha messo in contatto con la cooperativa “Il Pellicano” e da lì tutto è cambiato in meglio, regalandomi importanti soddisfazioni. Mi sono rimboccato le maniche usando zappa, rastrello, badile e sperimentando per la prima volta un nuovo mestiere. All’inizio non sapevo nemmeno distinguere il tipo di piantine che avevo davanti ma grazie all’aiuto delle persone che lavoravano con me, passo dopo passo, ho imparato un lavoro che mi piace molto e che mi sta arricchendo a livello di conoscenza e umanamente. Ora riesco a distinguere le varie piante e a togliere con sicurezza le erbe infestanti.

Piero Ciacci delinea gli aspetti cardine dell’agricoltura sociale che gli hanno permesso di ritrovare benessere e fiducia. “Qui mi sento valorizzato come persona e lavorare in mezzo alla natura, lontano dal traffico e dalla confusione, con ritmi adeguati, è un vero toccasana. Quando passo davanti a un negozio con il banco di salumi faccio il confronto e ogni volta penso che sto meglio adesso”.

Ma quel è l’orario di una giornata tipo di agricoltura sociale? “Quello invernale prevede l’attività dalle ore 8:30 fino alle 12 con pausa pranzo e poi riprendiamo fino alle 15. Lo dico con sincerità e con il cuore in mano: qui al Pellicano ho trovato un’accoglienza meravigliosa che non avrei mai pensato potesse esistere. Abbiamo la mensa, con pasto offerto, e addirittura un autista che ci viene a prendere portandoci sul luogo di lavoro e che poi ci riporta indietro. E soprattutto ci sono persone che mi fanno sentire apprezzato e che sono non solo gentili e disponibili ma anche simpatiche”.

Fondamentale anche il rapporto con i colleghi: “Questo percorso di agricoltura sociale mi ha fatto conoscere ragazzi ex tossicodipendenti o che hanno avuto problemi con la giustizia e stare insieme a loro ha sfatato tanti luoghi comuni che spesso creano un immaginario tutto sbagliato. Si è creato un bel rapporto e confrontarmi con loro è un piacere”.

Non manca la fiducia nel presente: “Lavorare nell’orto mi dà tanta carica e voglia di guardare avanti con dignità. Ogni giorno qui imparo qualcosa. Questa esperienza mi ha insegnato che pur toccando il fondo non è detto che poi si prendano brutte strade: si può risalire. Basta trovare l’opportunità e persone che credono in te. Ho imparato anche che gli ostacoli non vanno ma evitati ma sempre superati e che dopo la salita la strada può diventare più dolce. E quando arrivi a quel punto la soddisfazione è grande. Ti guardi indietro e scopri che nonostante tutto ce l’hai fatta”.

Articolo di Sara Bellingeri – Comunicazione e Ufficio Stampa Agricoltura Sociale Lombardia

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