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Cooperativa “Insieme”: da Sondrio l’esempio di coltivazione quotidiana del valore sociale che intreccia natura e lavoro

Pubblicato il:

  • Data: 26/05/2017

Il Centro Servizi “I Prati”, il progetto “Germogli di Inclusione”, le attività concretizzate nel tempo. Intervistiamo Emilio Ciapponi, educatore, alla scoperta di alcune preziose iniziative: “L’agricoltura è intrinsecamente sociale e promuove relazioni travalicando differenze generazionali, di condizioni socio-economiche, di cultura e di genere”.

Nomi che traghettano con sé richiami alla natura e quel rispetto basilare che fiorisce attraverso un intento di inclusione e confronto a livello umano, lavorativo e progettuale. Questa è la storia della Cooperativa sociale “Insieme” e delle sue diverse iniziative concretizzate nel tempo e con passione. La realtà, costituita nel 1988 e con sede operativa a Cosio Valtellino, rappresenta uno dei fiori all’occhiello del territorio di Sondrio e appartiene alla rete di Agricoltura Sociale Lombardia. Inclusione lavorativa e sociale, progetti imprenditoriali sempre nuovi e servizi dedicati a persone disabili, anziani e bambini sono i tasselli principali della Cooperativa che registra circa un centinaio di dipendenti e altrettanti volontari. Attraverso il centro servizi “I Prati” numerose persone con disabilità intellettiva e relazionale vengono coinvolte in tutti i processi collegati alle attività agricole e anche artigianali. Da esso scaturisce il progetto “Germogli di Inclusione” come ci racconta Emilio Ciapponi, educatore all’interno della Cooperativa.

Come è nato il Centro Servizi “I Prati” e da quale intento principale scaturisce il progetto “Germogli d’inclusione”?

“Il servizio “I Prati” nasce da una serie di convergenze tra Fondazione “Sansi Martino”, le cooperative sociali “Insieme”, “Il Muschio”, “Il Tralcio”, il sostegno di diversi enti locali e tanti/e volontari/e che insieme sono riusciti a realizzare uno spazio che ha permesso l’ampliamento e lo sviluppo di servizi dedicati a persone con disabilità. Il servizio offre diverse opportunità. Grazie, infatti, alla sopravvivenza del “Servizio Formazione all’Autonomia”, purtroppo l’ultimo superstite in Provincia di Sondrio, è possibile realizzare inserimenti lavorativi e occupazionali in diversi contesti: vivai, agriturismi, laboratori di trasformazione prodotti agricoli, amministrazioni comunali, mense, librerie, negozi, studi di commercialisti, piccole industrie. Gli inserimenti lavorativi più efficaci si sono realizzati grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale “Il Sentiero”. Numericamente stiamo parlando di una dozzina di persone con disabilità congenita. Sono tutti esempi positivi, l’ultimo è quello di Marco, 21 anni, che da alcuni mesi sta lavorando con successo nel laboratorio di trasformazione di prodotti agricoli della suddetta cooperativa. Abbiamo inoltre cercato di impostare i nostri servizi nella maniera più “normalizzante” – dove non ci riferiamo al potere coercitivo della standardizzazione, citando Foucault – affinché le attività proposte garantiscano la maggiore restituzione in termini di senso per la persona e il suo contesto relazionale. L’aspetto lavorativo, inteso anche come realizzazione di sé e traguardo di autonomia, è quindi una delle caratterizzazioni delle nostre proposte che, per quanto riguarda l’agricoltura sociale, coinvolge allo stato attuale altre dodici persone con disabilità. In riferimento all’ambito agricolo da oltre vent’anni stiamo proponendo attività, a partire dalle coltivazioni di frutti di bosco biologici, che sono considerate lavorative e che al contempo garantiscono attenzione individualizzata sulla persona e sulle sue specifiche abilità, ritmi, motivazioni e aspirazioni. A partire da queste esperienze stiamo sviluppando diverse attività collegate quali: produzioni di confetture, packaging, imballaggi, falegnameria, proposte didattiche, etc.”.

Qual è la vostra riflessione sul valore dell’agricoltura sociale, sugli obiettivi e la visione che ne fungono da radice?

“L’agricoltura in sé, quando non eccessivamente tecnologizzata e/o spinta attraverso modificazioni genetiche, è un’attività esente dalla “disabilitazione di massa” imposta dal virtuale: è reale, veicola cultura e non necessita del costante filtro dei monitor. Tutti i benefici della pratica agricola (cognitivi, emotivi, fisici e sociali) attenta alle differenze sono stati con molta precisione evidenziati e confermati dall’ortoterapia. L’agricoltura, nell’accezione menzionata, è intrinsecamente sociale e promuove relazioni travalicando differenze generazionali, di età, di condizioni socio-economiche, di cultura e di genere. Essa permette inoltre di entrare in un contatto immediato e affettivo con l’ambiente, sperimentando relazioni di cura, nutrendo così la dimensione affettiva e valoriale della persona coinvolta. Gli aspetti principalmente importanti e confermati dall’esperienza sono quindi quelli relativi alle restituzioni di senso e ai risvolti emotivi connessi a una maggiore consapevolezza dei ritmi naturali e dell’interdipendenza che ci costituisce come esseri umani in relazione.

Un focus sui tirocini, strumento importante di divulgazione del sapere lavorativo oltre che d’inclusione.

“Due persone sono attualmente coinvolte con tirocini dal vivaio “Il Germoglio” che è gestito da persone eccezionali e accoglienti: le restituzioni sono molto positive e uno stretto contatto con i titolari ci permette di realizzare gli accorgimenti necessari affinché tutto proceda per il meglio.”

Prossimi progetti nel cassetto?

“Germogli di Inclusione” è un progetto attualmente in corso ma con durata a medio-lungo termine dove, oltre alle piantine, germogliano emozioni, senso, autostima e relazioni. Grazie al supporto di alcune fondazioni e alla rete creata stiamo effettuando i primi passi nella produzione di piantine da orto certificate biologiche. Nonostante la primavera in ritardo siamo riusciti a produrre 3mila piantine che hanno trovato ospitalità negli orti locali riuscendo così ad effettuare una proposta anche ecologica per la comunità locale e non solo un servizio per la disabilità. E così ora molte persone frequentano i nostri spazi non soltanto per una visita ma anche per trovare dei prodotti unici su tutto il territorio. Questo elemento è molto importante perché permette di sviluppare quell’inclusione sociale che ormai da alcuni anni viene posta come uno degli obiettivi principali dei servizi per la disabilità nella prospettiva di sviluppo di comunità. A tale scopo ci stiamo anche accordando con alcune scuole locali per collaborare attraverso progetti didattici e abbiamo appena coinvolto cinquanta bambini della scuola elementare in laboratori connessi con la natura. I prossimi passi saranno dunque relativi alla costruzione di una serra–laboratorio–negozio che potrà anche diventare una “finestra” con una maggiore apertura verso il territorio locale. Stiamo infine cercando di reperire un piccolo mezzo agricolo che ci permetta di proporre e diffondere con più facilità nei mercati di paese piantine bio e relativi… germogli inclusione.”

Per ulteriori informazioni: www.iprati.org

Articolo di Sara Bellingeri – Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione Agricoltura Sociale Lombardia

Momenti di agricoltura sociale nell'ambito di attività della Cooperativa "Insieme".

Momenti di agricoltura sociale nell’ambito di attività della Cooperativa “Insieme”.

 

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