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Cascina Gasparina: inclusione come missione quotidiana

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  • Luogo: BERGAMO
  • Data: 10/05/2019

Appartenente al territorio bergamasco che aderisce ad Agricoltura Sociale Lombardia, la cooperativa realizza ogni anno circa una ventina di percorsi inclusivi rivolti a persone con diverso tipo di svantaggio.

Un percorso intenso e articolato che fa dell’inclusione la missione cardine di ogni attività. Questa è la storia di Cascina Gasparina di Sopra, progetto appartenente alla cooperativa omonima che da ben 35 anni opera sul fronte dei servizi alla persona implementando poi nel tempo percorsi di vero e proprio inserimento lavorativo.  Da qui l’appartenenza alla rete bergamasca dell’agricoltura sociale che aderisce ad Agricoltura Sociale Lombardia. Dare una possibilità di riscatto e integrazione rappresenta, infatti, il primo obiettivo delle iniziative inclusive concretizzate nel tempo, come spiega il presidente della coop Fabio Loda: “Le persone coinvolte nei nostri progetti di inclusione sociale e lavorativa provengono da situazioni diverse. Alcune sono intercettate tramite i nostri servizi terapeutici che si occupano di dipendenze: giovani e adulti che si trovano nella fase di reinserimento al termine di un percorso di recupero e prendono parte alle attività agricole. Ci sono anche richiedenti asilo e soggetti che provengono dal carcere in situazione di semilibertà. Il rapporto con i servizi sociali del territorio fa sì che alcune persone in difficoltà trovino nei nostri orti uno spazio per rimettersi in gioco. Cascina Gasparina è un progetto appartenente alla cooperativa che ha funzionato da volano per lo sviluppo di altre attività lavorative sempre con la finalità di inclusione”.

I percorsi inclusivi realizzati dalla realtà bergamasca sono curati nel dettaglio, focalizzandosi sulla qualità e puntando all’assunzione. Non mancano poi i numeri a dare testimonianza della continuità: “Ogni anno realizziamo dalle 15 alle 20 esperienze inclusive con la tendenza a ridurre, dove possibile, i tirocini per puntare ad assunzioni lavorative – sottolinea Fabio Loda – L’agricoltura sociale nella nostra esperienza porta il valore di essere un banco di prova e di avvicinamento al mondo del lavoro per persone spesso lontane dalla legalità o dai consueti ritmi che un lavoro richiede”.

Sguardi sul futuro e testimonianze

Riguardo ai progetti futuri, Cascina Gasparina ha ben chiaro il suo obiettivo: “Non è sempre facile avere a che fare con la terra, i suoi ritmi e le sue incertezze. Vorremmo continuare a lavorare sulla qualità dei nostri prodotti e naturalmente sulla qualità delle esperienze di inclusione che portiamo avanti. Stiamo operando per mantenere la filiera completa dalla produzione alla distribuzione in cui impiegare esclusivamente persone in situazioni di svantaggio cercando di perseguire appieno la mission dell’inclusione”.

Non mancano infine testimonianze in carne ed ossa, come quella relativa al progetto “Racaras(dalla lingua sinti “Parliamo”) del 2017 che ha visto la collaborazione tra la Caritas Diocesana Bergamasca e Cascina Gasparina permettendo la presa in carico delle problematiche una presa in carico dei bisogni del campo sinti di Romano di Lombardia. Da qui l’esperienza di una delle operatrici, Laura Vitali, che racconta con entusiasmo le peculiarità del percorso: “Il progetto ha determinato una svolta positiva soprattutto nella sfera lavorativa. Gli inserimenti hanno permesso alle persone di sperimentarsi maggiormente in ambiti e contesti ai quali non erano abituati. Non sono mancate difficoltà come quella di dover rispettare orari stabiliti da qualcun altro, dato che per molto tempo si sono sempre autoregolati avendo lavori saltuari in autogestione. Negli anni passati sono stati proposti tirocini molto brevi perché la tenuta delle persone in certi contesti era molto debole. Quest’anno abbiamo invece puntato a tirocini durati anche 12 mesi, vista la richiesta dei datori di lavoro di monitorare al meglio i soggetti coinvolti e anche per dare alle persone meritevoli maggiori possibilità di autonomia economica. Nello specifico nel 2017 con Cooperativa Gasparina sono stati coinvolti 3 uomini e per tutti il tirocinio è durato tra i 10 e i 12 mesi, ottenendo buoni risultati. Queste esperienze a medio e lungo termine hanno permesso agli interessati di sperimentarsi in diversi ambiti: coltivazione, vendita al mercato, distribuzione a domicilio. Il responsabile dell’area lavoro ha avuto la possibilità di osservare con attenzione le persone interessate con verifiche in itinere, dando poi delle restituzioni importanti, sia ai tirocinanti sia agli operatori del progetto. Questo partenariato è stato fondamentale per il progetto “Racaras” per l’attivazione di una rete sociale, che permette anche alle cooperative di conoscere una parte di territorio spesso esclusa, perché non rientra nella fascia delle dipendenze o di valutazione dello svantaggio da parte dei servizi sociali”.

Articolo di Sara Bellingeri – Ufficio Stampa e Comunicazione Agricoltura Sociale Lombardia

Uno dei campi coltivati di Cascina Gasparina.

 

Momenti di lavoro a Cascina Gasparina.

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