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Cascina Burattana: agricoltura sociale come bene comune

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  • Luogo: VARESE
  • Data: 07/06/2019

La cooperativa di Varese si racconta tra progetti in corso e traguardi raggiunti come la vincita del bando “Coltiviamo valore” grazie al progetto “Campo APErto” dedicato all’apicoltura. Intervista con il coordinatore Matteo Di Mattei.

L’agricoltura come fonte di inclusione, benessere e valorizzazione dell’ambiente. Questo il filo d’ispirazione di Cascina Burattana, cooperativa sociale agricola di tipo B agricola nata nel 2010 all’insegna dell’interesse verso la collettività e l’agricoltura biodinamica. Appartenente al territorio di Varese, fa parte della rete di agricoltura sociale. “La cooperativa prende vita dopo aver maturato diversi anni di attività in veste di struttura associazionistica sotto il nome di Associazione Amici della Cascina Burattana – spiega a questo proposito Matteo Di Mattei, coordinatore delle attività della coop –  La cooperativa è anche parte fondante e attiva della sezione lombarda dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica nella quale opera da quasi 8 anni. Da tempo organizza e gestisce la maggior parte delle attività di formazione e divulgazione che l’associazione propone ai suoi oltre 2.000 iscritti e, più in generale, al pubblico”.

Cascina Burattana sorge avendo ben chiari in mente i suoi principi e propositi. “L’obiettivo è sempre stato quello di attuare percorsi di inserimento lavorativo destinati a persone provenienti da situazioni di disagio sociale – sottolinea Matteo Di Mattei – Negli anni il lavoro si è concentrato principalmente su vissuti di disagio famigliare lavorando con ragazzi, sia minorenni che maggiorenni, provenienti da case famiglia o da comunità alloggio protette”. Il disagio famigliare rappresenta una tra le principali problematiche che colpisce il territorio. Secondo gli ultimi dati aggiornati al 2017 sono oltre 600 i giovani residenti in comunità protette nella sola città di Busto Arsizio. Diversi i traguardi importanti raggiunti in questi anni tra cui la recente vincita del bando Cariplo “Coltivare Valore” attraverso la presentazione del progetto “Campo APErto – Lavorare per la biodiversità”.

La cooperativa è attualmente composta da 21 soci, alcuni dei quali prestano la propria opera, sia in veste di lavoratori che come volontari. Sono inoltre presenti quasi 30 volontari che, a turno, supportano le molteplici attività concretizzate sul territorio. “Particolarmente importante è l’attività volontaristica compiuta dai genitori dei ragazzi con sindrome di Down che vivono il rapporto con la cooperativa come attività integrante nella loro vita continuando, anche al di fuori, l’effetto terapeutico dell’agricoltura biologica e biodinamica sui loro figli”.

Inclusione lavorativa coltivata ogni giorno

Inclusione sociale ma anche lavorativa: un connubio che per Cascina Burattana risponde allo svantaggio recuperando competenze e valorizzando le persone nella loro peculiarità. “Nell’ultimo anno la nostra cooperativa ha sperimentato un nuovo progetto denominato GO GREEN promosso dalla Rete di Agricoltura Sociale della Regione Lombardia, di cui Cascina Burattana è stata cofondatrice, coinvolgendo nel proprio ambito lavorativo anche ragazzi con sindrome di Down” evidenzia Di Mattei.

Quali sono le principali attività di agricoltura sociale da voi concretizzate e come strutturate gli inserimenti lavorativi?

La nostra cooperativa focalizza il proprio ambito di intervento nell’ agricoltura “pura”, ossia l’inserimento lavorativo in campo agricolo. Sinora è stato l’unico strumento applicativo a nostra disposizione e negli anni abbiamo attuato circa 40 inserimenti a rotazione. Le inclusioni hanno avuto modalità, durate e strutture diverse in base alla situazione di provenienza della persona. Non è, infatti, possibile definire un format fisso ma possiamo dire che l’agricoltura biologica e biodinamica, con i suoi pregi e difetti, è il nostro filo conduttore.  Tempi, modi, approccio sia lavorativo che sociale, restano sempre personalizzati sulla singola persona. Inoltre grazie alla recente vincita del bando “Coltivare valore” di Fondazione Cariplo, finalmente, sarà possibile avviare nuovi rami d’impresa che ci permetteranno di creare ulteriori occasioni lavorative e d’inclusione sociale. Il filo conduttore rimarrà la sana alimentazione, con particolare attenzione al cibo di qualità. I ragazzi coinvolti potranno sperimentarsi e crescere all’ interno di una vera e propria filiera che parte dalla coltivazione passando per la trasformazione, la commercializzazione e la logistica. Ciascuno potrà trovare l’ambito lavorativo più idoneo alle proprie caratteristiche”.

Progetti in corso e futuri

Una delle soddisfazioni più recenti messe a segno da Cascina Burattana è la vincita del prestigioso bando Cariplo “Coltivare Valore”. Il progetto che ha conquistato il riscontro positivo s’intitola “Campo APErto – Lavorare per la biodiversità”. La preziosa e particolare attività di apicoltura costituisce il fulcro dell’intera iniziativa. Tra i suoi ingredienti principali i capisaldi della stessa agricoltura sociale: l’inserimento lavorativo di persone con svantaggio, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione della biodiversità, lo sviluppo di attività di commercializzazione che supportino l’inclusione sociale e professionale. “L’apicoltura è stata identificato come un ambito strategico, con forte potenziale sia economico che ambientale, capace di generare cambiamenti evidenti in un arco temporale relativamente breve. Innegabile è l’importanza ecosistemica dell’impollinazione e la richiesta da parte del mercato di miele è in aumento” riflettono i referenti del progetto. Capitanato in veste di ente capofila dal prestigioso Istituto Oikos onlus di Milano, attivo dal 1996 in Italia e nel mondo per la conservazione delle risorse naturali e lo sviluppo sostenibile, il progetto vede anche la partecipazione di altre importanti realtà. Tra queste vi sono: coop “Il Giardino del Sole”, Comune di Varese, Parco Locale Interesse Sovracomunale Rile Tenore OlonaAssociazione Produttori Apistici della Provincia di Varese, Fondo Ambiente ItalianoSistema Bibliotecario Valli dei MuliniIdrogea ServiziVarese News Mondi Possibili.

Qual è il valore cardine che attribuite all’agricoltura sociale e quali sono i vostri principali progetti futuri? Cascina Burattana realizza il proprio agire a partire da una massima di Rudolf Steiner ossia “l’agricoltura biodinamica si fonda sulla sana socialità”. Da questo punto di partenza imprescindibile riteniamo che oggi l’agricoltura, bene comune di tutti e settore principe di produzione del benessere umano, non possa assolutamente essere sganciata dal sociale. Questo per tanti motivi: perché è terapeutica e perché è fatta di volti, storie e fatiche di persone e non di prodotti esposti in un banco frigo e con i quali confrontarsi solo per il prezzo. Perché in un ambito di agricoltura sana l’azienda agricola è uno straordinario “crogiolo” di sferzante intellettualità dove sviluppare idee, valori e sani principi che si sono persi a causa di un costante confronto tra chi ci lavora e chi acquista Attualmente il nostro progetto futuro principale è attuare “Campo Aperto”, perché è estremamente ambizioso e complicato. Avviato questo nuovo ramo inizieremo a lavorare su nuovi progetti, legati a “Campo Aperto” e strategicamente sinergici”.

Articolo di Sara Bellingeri – Comunicazione e Ufficio Stampa Agricoltura Sociale Lombardia

Attività di apicoltura in Cascina Burattana.

Tunnel di coltivazione.

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