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Realtà agrisociali in rete: pubblicato il rapporto con i risultati della prima mappatura

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È disponibile il rapporto relativo alla prima mappatura delle realtà comprese nella rete Agricoltura Sociale Lombardia realizzata da For.Ma – Mantova con la collaborazione di AIAB Lombardia, che ha curato la somministrazione delle interviste. Per leggerlo e scaricarlo è sufficiente cliccare sul link in calce a questo post.

L’interesse della rilevazione per la neonata rete è risultato evidente già alla presentazione dei suoi primi risultati in occasione del workshop del 27 maggio in EXPO, presso cascina Triulza. Gli interventi dei relatori hanno consentito di approfondire la discussione sullo sviluppo dell’iniziativa, conferendo autorevolezza e spessore operativo alle ipotesi emerse e raccolte nei tre assi del “comunicare insieme”, “crescere insieme” e “fare insieme” su cui le realtà presenti hanno insieme lavorato per dar corpo a concrete proposte.

Le ragioni della mappatura

La versione conclusiva del rapporto si colloca in questo contesto di mobilitazione e fermento. Va dunque acquisita come primo tentativo di “mettere a sistema” l’informazione relativa alle diverse realtà in Rete, esso stesso da sviluppare, cogliendo i suggerimenti emersi nell’ambito delle testimonianze raccolte, in uno strumento corrente di prima informazione in merito alle realtà che entreranno a farne parte; se si vuole, in una sorta di “carta d’identità strutturata” da consolidare, in un prossimo futuro, in un vero e proprio Osservatorio dell’agricoltura sociale lombarda capace di salvaguardarne le differenze interne, conferendole però visibilità all’esterno, e di costituirsi in strumento dinamico di conoscenza e di comunicazione. In questa direzione, dalla rilevazione è emerso più di un suggerimento che sarà utile elaborare e mettere alla prova di un investimento progettuale mirato.

Il metodo

Tali differenze sono ben percepibili nel rapporto, che salvaguarda il peso delle testimonianze dirette, spesso riportate in citazioni nelle loro espressioni più significative, e organizza i materiali raccolti nel corso della rilevazione realizzata, nella primavera del 2015, coinvolgendo 54 realtà situate in sette diverse province lombarde (Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Mantova, Milano e Monza Brianza) privilegiando, sulla base di definite scelte metodologiche, la libera espressione degli intervistati, l’ascolto, più della classificazione.

L’approccio “qualitativo” non ha esonerato, tuttavia, dal quantificare il peso delle posizioni identificate, rappresentandolo, anche graficamente, in una serie di tavole che ricostruiscono, nella loro successione, valori, idealità, modelli operativi, e intenti parzialmente generalizzabili: fili conduttori di un intreccio che disegna la realtà concreta dell’Agricoltura sociale lombarda.

Quella che è emersa dalla rilevazione, è, in altri termini, una realtà variegata che il rapporto disegna, oltre che nel quadro d’insieme, anche nella specificità degli approcci e delle attività agricole e sociali realizzate mantenendosi aperta ad accogliere in futuro altre espressioni di questa rilevante esperienza per dar voce, in modo continuativo e sempre più pieno, alle esigenze della rete e alle sue differenziazioni interne.

Le sei tematiche affrontate dal rapporto

Con queste modalità, il rapporto si focalizza su sei temi fondamentali, corrispondenti ad altrettanti capitoli.

In primo luogo, disegna il profilo delle realtà coinvolte, identificandone la forma giuridica, le dimensioni (per numero di addetti e per estensione dei terreni in uso) e la collocazione territoriale e descrivendone le attività, sia agricole sia di altro tipo.

In secondo luogo, il rapporto colloca le realtà mappate nel contesto della classificazione proposta da Regione Lombardia nell’ambito delle linee guida per il riconoscimento della qualifica di fattoria sociale (D.g.r. n. X/3387 del 10 aprile 2015) per entrare subito dopo nel merito della loro autorappresentazione, ossia delle vive testimonianze con cui ciascuna realtà si descrive e riferisce le proprie motivazioni, le proprie attività e le proprie vocazioni, spesso riferendosi a una storia che distingue con chiarezza tra cooperative sociali approdate all’agricoltura e ai suoi intrinseci valori inclusivi (o, in altri casi, terapeutici) e aziende agricole che si sono rivolte al sociale credendo nella capacità inclusiva della propria attività. In questo contesto, la proposta nazionale di riordino dell’agricoltura sociale è poco conosciuta, per quanto guardata generalmente con un favore non estraneo a timori di irrigidimento burocratico delle forme e dei modelli d’azione, mentre i più tentano nel quotidiano di diffondere gli ideali e la pratica agrisociale, soprattutto attraverso il coinvolgimento del territorio nella propria azione e attraverso i propri prodotti.

Il terzo capitolo del rapporto è invece dedicato al coinvolgimento di soggetti disabili o in condizione di disagio sociale nelle attività delle realtà censite, alla loro caratterizzazione, che mostra un’ampia varietà, pur risultando decisamente prevalenti tra gli altri i soggetti disabili (soprattutto psichici o psichiatrici), e alle forme del loro coinvolgimento (dall’assunzione al tirocinio, fino alla frequenza in alternanza scuola lavoro), spesso accompagnato da attività formative svolte in proprio o da altri soggetti e supportato da personale specializzato in campo soprattutto educativo.

Seguono approfondimenti mirati in merito alla commercializzazione e la promozione dei prodotti, alle strategie e attività di comunicazione, specie con riferimento alla utilizzazione di strumenti web e alla loro valutazione di efficacia, e in merito alle prospettive di lavoro e di sviluppo che le realtà coinvolte nella rilevazione riferiscono alla neonata Rete Agricoltura Sociale Lombardia, considerata con vivo interesse dalla quasi totalità dei testimoni e assunta come stimolo, nel corso dell’intervista, per l’espressione di spunti e proposte operative in risposta ai bisogni più avvertiti: soprattutto si richiede di progettare insieme e di scambiare esperienze e riflessioni che consentano, per confronto e condivisione, di crescere e migliorare.

Un indice delle tavole completa il rapporto rendendo più agevole la consultazione delle rappresentazioni grafiche incluse nel testo. Raccomandiamo, tuttavia, di non trascurare la lettura delle testimonianze riportate in relazione ai diversi temi trattati: espressione di una qualità e di un sentire solo a fatica ricomponibile, nella sua varietà e nel suo spessore, in categorie definite.

 

Buona lettura, dunque, in attesa di una riedizione del lavoro che renda evidenti, nel prossimo futuro, gli sviluppi di Rete Agricoltura Sociale Lombardia: la Rete ha ora bisogno di consolidare la conoscenza delle proprie singole componenti e di divenire sempre più consapevole delle proprie potenzialità e degli sviluppi progettuali e operativi che, a livello territoriale (regionale o provinciale) o settoriale, possono essere generati e sostenuti nel suo ambito, anche nella prospettiva di incrementare la portata e gli impatti sul territorio dell’azione agrisociale.

In questa direzione il rapporto vuole essere un contributo significativo, ci si augura utile e fecondo.

Approfondisci qui: Report Mappatura Agricoltura Sociale Lombardia – Maggio 2015

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