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Le Cascine Riboni: agricoltura sociale come creazione di opportunità

Pubblicato il:

  • Data: 12/12/2017

I progetti e gli obiettivi dell’azienda agricola del territorio di Lodi raccontati dalla referente Paola Vailati Riboni.

Una storia ricamata di radici profonde, presente impegnato, sguardo sul futuro per creare nuove opportunità di inclusione.  Questa la storia dalle numerose sfumature dell’azienda agricola “Le Cascine Riboni”. Si parte dal Cinquecento quando i Riboni erano  traghettatori sul fiume Po, poi a metà del Seicento si trasferirono sulla sponda sinistra nella “bassa” pianura diventando agricoltori.  Fu il trisnonno Annibale, di professione ingegnere, che nel 1892 progettò i lavori che portarono alla nascita dell’impianto architettonico attuale. In seguito la storia si arricchisce di nuovi risvolti fino ad arrivare alla gestione attuale e alla volontà di sviluppare un’agricoltura che rispetta l’ambiente e dà opportunità di valorizzazione alle persone. Le Cascine Riboni è tutto questo: si propone come azienda agricola ad indirizzo cerealicolo-zootecnico con attività multifunzionale. Fattoria didattica accreditata in Regione Lombardia,  è anche agriturismo con ristorazione, centro privato di pesca e fattoria sociale.

Focale l’attenzione verso l’inclusione lavorativa e la formazione anche dei più giovani. Nell’anno 2017 su questo fronte l’azienda ha attivato tre tirocini: due rivolti a persone con disabilità, di cui uno sostenuto dal Bando regionale – promosso e finanziato dalla Provincia di Mantova e gestito per conto di essa dalla sua Azienda Speciale For.Ma. – per l’alternanza, l’orientamento e l’inserimento dei giovani disabili, uno che ha coinvolto una persona senza fissa dimora. Esperienze che hanno consentito di dare vita a percorsi che hanno intrecciato acquisizione di competenze professionali e autostima per i soggetti protagonisti. Lo svantaggio principale al quale “Le Cascine Riboni” ha dato finora risposta è quello rappresentato da disabilità di tipo fisico e mentale, con adattamento degli spazi agricoli per permettere anche in casi di invalidità fisica di approcciarsi ad attività del settore scardinando il luogo comune secondo il quale l’agricoltura sia praticabile soltanto da chi non presenta determinati tipi di problematiche.

È stata creata una zona facilmente accessibile con coltivazioni fuori suolo di fragole e zafferano, piante aromatiche, more lamponi e mirtilli - racconta a questo proposito la referente Paola Vailati RiboniAbbiamo anche realizzato laboratori di trasformazione. Si tratta di un servizio rivolto a persone con fragilità o disabilità fisica alternativo rispetto alle attività occupazionali tradizionali e sviluppato a partire da numerosi studi che hanno dimostrato come il ritmo naturale della vita in fattoria, il contatto con piante e animali, abbiano un effetto benefico sulla qualità della vita”.

Attualmente sono attivi importanti progetti di inclusione lavorativa con  contratti di garanzia occupazionale e contratti per attività di raccolta e destinati a persone richiedenti asilo. Attivo inoltre un contratto part-time con un ragazzo disabile e un tirocinio con un rifugiato politico.

“Il nostro obiettivo come imprenditori agricoli è quello di riuscire a creare lavoro anche e soprattutto in un momento particolarmente difficile per il comparto agricolo – evidenzia la referente di “Le Cascine Riboni” – La scelta di produrre con metodo biologico e di diversificare le produzioni inserendo anche orticole a pieno campo ci consente inserimenti lavorativi più numerosi e duratori, se pur a tempo determinato”.

“Le Cascine Riboni” si distingue anche per progetti emblematici che coinvolgono problematiche che in apparenza sembrano non conciliabili con il contesto agricolo e che invece lo possono diventare. Parliamo, infatti, delle iniziative destinate alle persone con Alzheimer, come spiega Paola Vailati Riboni: “Le Cascine-lab Demenza e Alzheimer sono servizi innovativi a supporto delle attività occupazionali e psicosociali per anziani. Sono stati ideati secondo nuove modalità atte a rallentare il decadimento cognitivo e per aumentare il benessere dei partecipanti. Sono stati sperimentati con un progetto pilota svolto nel corso dell’anno 2016. I risultati ottenuti hanno consentito di verificare un rallentamento nel decorso della malattia in termini di funzionamento cognitivo globale, andando ad impattare in particolar modo sulle abilità di linguaggio e sulle funzioni esecutivo-attentive, con una conseguente riduzione dell’ansia e un aumento della qualità di vita percepita dai soggetti partecipanti rispetto a quelli del gruppo di controllo”.

Per conoscere meglio la realtà: www.lecascineriboni.it

Articolo di Sara Bellingeri – Comunicazione e Ufficio Stampa Agricoltura Sociale Lombardia

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