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La rete dell’agricoltura sociale pavese si allarga

Pubblicato il:

  • Data: 12/09/2017

Entra a farne parte la Comunità “Mulino di Suardi”. “Il nostro scopo è quello di favorire il miglior inserimento scolastico, sociale, culturale e lavorativo” racconta il vicepresidente Pier Francesco Damiani. 

La rete pavese di Agricoltura Sociale Lombardia si amplia sempre più e festeggia l’ingresso di nuove realtà attive sul fronte dell’inclusione e del confronto. Accade così con la Comunità educativa “Mulino di Suardi” gestita dalla Cooperativa sociale Famiglia Ottolini. La Comunità si occupa di minori soli pre-adolescenti e adolescenti ponendo una particolare attenzione ai minori stranieri non accompagnati. Accoglienza, supporto psicologico, mantenimento, inclusione lavorativa e formativa, sviluppo di progetti educativi sono le basi di azione e impegno di questo centro di seconda accoglienza che prosegue l’obiettivo di autonomia professionale ed economica per tutti i ragazzi e ragazze coinvolti. E l’agricoltura sociale costituisce proprio uno degli ambiti principali di riferimento nel contesto delle attività formative e lavorative che includono anche laboratori di cucina ed educazione al gusto, riparazione e manutenzione biciclette, informatica, allevamento animali da cortile, falegnameria e bricolage.

La struttura, derivata da una tipica tenuta agricola della Lomellina vicina al Po, è composta da un’ampia abitazione centrale a due piani con diversi spazi comuni, numerosi laboratori attrezzati, rimesse varie e fienile, un ampio giardino con alberi da frutto e un terreno agricolo di circa 55 pertiche. “Mulino di Suardi” attualmente accoglie 10 minori in forma residenziale per periodi diversi. Essenziale resta il lavoro di rete sul territorio. Con la Comunità collaborano, infatti, diversi enti ed istituzioni del contesto, organizzazioni non governative, cooperative sociali, parrocchie, l’Università di Pavia e associazioni di volontariato italiane e straniere.

Ci racconta la sua storia il vicepresidente Pier Francesco Damiani.

Come e quando nasce la Comunità?

“La Comunità è stata creata nel 2005 con una particolare attenzione ai minori stranieri non accompagnati e nasce per dare risposte ai bisogni e ai diritti di minori, giovani italiani e stranieri in situazione di difficoltà e rischio di emarginazione. Lo scopo è quello di garantire e promuovere il loro benessere psicofisico favorendo il miglior inserimento scolastico, sociale, culturale e lavorativo. Altri obiettivi di “Mulino di Suardi” sono quelli di emancipare gli ospiti dalla loro situazione di povertà, difficoltà o deprivazione, facendo crescere l’autonomia individuale e le possibilità di scelta per garantire un pieno e completo sviluppo umano. In tal senso gli ospiti della Comunità sono considerati più che degli utenti di un servizio dei membri attivi e compartecipi della vita e dello sviluppo della nostra casa-famiglia. Attraverso varie iniziative rivolte alla popolazione e al territorio, si cerca di seminare e far crescere una cultura di pace, solidarietà ed amicizia tra i popoli, una cultura di rispetto e salvaguardia dell’equilibrio ecologico del pianeta oltre che più consapevole dei diritti dell’infanzia e del diritto al futuro delle nuove generazioni.”

 Come avete deciso di entrare nella rete di Agricoltura Sociale Lombardia e qual è il valore fondamentale che attribuite all’agricoltura sociale?

“Sin dall’inizio abbiamo cercato di valorizzare l’anima agreste e rurale della struttura. Non a caso abbiamo sviluppato un grande orto biologico e trasformato la vecchia stalla in un salone ristorante dove realizzare eventi cultural-gastronomici. È inoltre attivo un laboratorio di trasformazione dei nostri prodotti. Utilizzando antiche ricette del territorio produciamo giardiniere in agro-dolce e dei biscotti a base di farina dell’antico granoturco Ottofile. Attribuiamo grande valore al lavoro manuale del contadino e del cuciniere che consideriamo portatori di prassi e culture fondamentali per garantire la salvaguardia del nostro pianeta. A partire da ciò e in virtù di collaborazioni e partenariati sviluppati in questi anni con diversi soggetti operanti in agricoltura, ci è sembrato naturale e conseguenziale inserirci nella nascente rete dell’Agricoltura Sociale pavese”.

Ci porti un esempio di attività svolte dai ragazzi in agricoltura sociale.

“Nel nostro orto biologico così come nel laboratorio di trasformazione dei prodotti orticoli abbiamo spesso ospitato in tirocinio retribuito sia adulti che giovani in situazioni di fragilità e rischio come ex detenuti, diversamente abili, minori italiani e stranieri. In questi ultimi mesi – in linea con il progetto approvato a favore della Rete Pavese dell’Agricoltura Sociale – abbiamo inserito nella nostra struttura due ragazzi del territorio, neo qualificati, che hanno realizzato con noi un percorso formativo in agricoltura e poi sono stati inseriti in borsa-lavoro. L’esperienza è in corso e confidiamo di poter sviluppare con loro una collaborazione positiva anche per il prossimo futuro”.

Non mancano infine all’appello diverse iniziative come quella dal titolo “Le Confraternite enogastronomiche al Mulino di Suardi” che si terrà venerdì 22 settembre a partire dalle ore 15. La sede dell’appuntamento sarà proprio rappresentata da “Mulino di Suardi”, organizzatrice dell’evento. La rete Agricoltura Sociale Lombardia territorio di Pavia è tra i patrocinatori della giornata grazie al progetto “La cura della terra, la terra che cura”, insieme alla “Confraternita del Risotto”, tutto questo con il contributo dell’azione di sistema promossa dalla Provincia di Mantova a valere sul Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili.

Articolo di Sara Bellingeri – Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione Agricoltura Sociale Lombardia

Uno scatto del fotografo Graziano Perotti presente all'evento organizzato da "Mulino di Suardi".

Uno scatto del fotografo Graziano Perotti presente all’evento organizzato da “Mulino di Suardi”.

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