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“Il Cavaliere”: agricoltura sociale come autonomia

Pubblicato il:

  • Data: 04/02/2018

I traguardi imprenditoriali e il valore dell’inclusione lavorativa raccontati da uno dei due soci fondatori dell’azienda agricola Massimiliano Basile: “Vogliamo puntare sull’autoresponsabilità insegnando  un mestiere che può diventare arte”.

Una storia che cavalca strade solcate da vissuti difficili tramutando le difficoltà in occasioni di riscatto e crescita. Energia, impegno e voglia di migliorarsi sempre più sono gli ingredienti dell’avventura imprenditoriale dell’azienda agricola “Il Cavaliere”, nata a Salò nel 2014 e fiore all’occhiello del territorio bresciano per la produzione di un olio pregiatissimo che sta conquistando sempre più palati e consensi a livello non solo nazionale ma anche internazionale.

L’attenzione per la produzione di qualità va a braccetto con l’inclusione lavorativa di persone con svantaggio, portando “Il Cavaliere” a far parte della rete Agricoltura Sociale Lombardia. “Il nostro logo nasce dall’unione delle immagini di San Giorgio e San Martino - racconta con entusiasmo uno dei due soci fondatori Massimiliano Basile –  Due figure che rappresentano metaforicamente la nostra missione. Combattere il demone del disagio sociale e dell’emarginazione offrendo contemporaneamente un’opportunità che dia riscatto e lavoro. In due parole: autonomia e autoimprenditorialità”. Basile vanta un passato professionale nell’ambito della criminologia e una trentennale esperienza nel settore della psicopedagogia, poi la svolta di vita insieme al suo socio Simone Bonzanini con cui interseca i fili delle esperienze ricamandoli in opportunità per chi finora ha trovato soltanto porte chiuse. “Lavoriamo con ragazzi con disagio sociale o che hanno avuto problemi con la giustizia ma anche con adulti di cinquant’anni, spesso disoccupati, che cercano un’occasione lavorativa concreta e l’esperienza dimostra che sanno mettersi in gioco con serietà – spiega Massimiliano Basile – Noi vogliamo costruire qualcosa che sia il contrario dell’assistenzialismo che dia indipendenza e autostima alla persona e questo è un risvolto positivo per tutti: un ragazzo che lavora non solo mantiene se stesso e supporta la famiglia ma non crea disagi nella società. Parliamo di una questione molto importante che ci riguarda tutti: quella del costo sociale”. I giovani sono impegnati in varie attività, la più rappresentativa per “Il Cavaliere” è la potatura degli ulivi e la riqualificazione degli uliveti abbandonati: “Una mansione che richiede attenzione e molta precisione oltre che cura – evidenzia Basile – Ci piace valorizzare anche un discorso di recupero di mestieri che rischiano di andare perduti. Inoltre si tratta di una professione che si rapporta direttamente con gli ulivi, simbolo di mitezza e sapienza, una sorta di metafora del percorso di crescita lavorativa che vogliamo portare avanti. Consideriamo infine il discorso economico: basti pensare che la potatura di un ulivo costa in media dagli 8 ai 12 euro a pianta e in un’ora se ne fanno circa tre, questo comporta sicuramente un buon guadagno per la persona coinvolta”. Cardine la valorizzazione dell’autoimprenditorialità: “Per noi resta fondamentale il concetto di win to win, ossia tutti vincono nel senso che supportiamo a livello formativo anche i giovani che vogliono intraprendere un percorso autoimprenditoriale. Vogliamo puntare sull’autoresponsabilità insegnando un lavoro o meglio un mestiere che può diventare arte, al quale uniamo un valore umano e risocializzante: un traguardo davvero importante che permette ai ragazzi di poter scegliere la propria strada”.

A breve l’azienda inizierà un corso di formazione di ulivocoltura. “Il Cavaliere” realizza, infatti, da tempo progetti di formazione finalizzati al riconoscimento regionale del percorso stesso fornendo ai ragazzi la possibilità di proporsi al mercato del lavoro con un riconoscimento professionale. “Questa nuova imprenditorialità è parte integrante di una nuova commercializzazione del nostro prodotto nel quale diviene evidente il riconoscimento di un cambiamento profondo di vita del soggetto” evidenziano i referenti dell’azienda.

La produzione olivicola occupa circa sette ettari in espansione e utilizza sia macchine agricole sia il lavoro di tipo manuale. Produzione e commercializzazione si sviluppano verso la conquista di nuovi traguardi per aprire l’uscio su opportunità da coltivare. “Il Cavaliere” sarà presente al “Festival dei Sapori”, targato EAST LOMBARDY, che si terrà il 9 – 10 – 11 febbraio a Brescia. Protagonisti tradizioni, cultura enogastronomica, buone pratiche turistiche e cooking show con le migliori “stelle” lombarde.

L’olio del Cavaliere si è anche guadagnato il terzo posto in occasione della quinta edizione del Concorso Unico “L’oro del Garda 2017” categoria fruttato medio. Diverse le collaborazione attivate tra cui quelle con l’università, il Consorzio Garda Dop e il Politecnico di Milano.  L’oro verde prosegue il suo viaggio partito dall’incontro di due vecchi amici ritrovatisi a Salò dopo vent’anni sul terreno di un intento comune: “Dobbiamo creare qualcosa di nuovo per noi, per i giovani, per l’ambiente e per la società.” E così è stato.

Articolo di Sara Bellingeri – Comunicazione e Ufficio Stampa Agricoltura Sociale Lombardia

Uno dei prodotti realizzati dalla società agricola "Il Cavaliere".

Uno dei prodotti realizzati dalla società agricola “Il Cavaliere”.

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