Notizie

Hortus: agricoltura sociale come apertura culturale

Pubblicato il:

  • Data: 29/10/2017

La Cooperativa mantovana concretizza esperienze di inserimento professionale rivolte a uomini e donne in situazione di disagio economico e sociale.

Impegno quotidiano e sguardo rivolto sia al bisogno di oggi che all’orizzonte futuro per riscattare l’ombra del disagio attraverso il lavoro e l’autostima che scaturisce da quest’ultimo. Sono questi gli ingredienti principali dell’attività di agricoltura sociale concretizzata dalla Cooperativa sociale onlus Hortus, nata dall’associazione omonima. Un nome che è tutto un programma e insieme un simbolo che intreccia missione e visione nell’intento della concretezza. Appartenente alla realtà di Agricoltura Sociale Lombardia e alla rete provinciale mantovana che aderisce a quella regionale, Hortus muove i primi passi nel 2014 con il fine di attivare e sviluppare fin da subito opportunità di inserimento lavorativo rivolte a donne e uomini privi di reddito e ammortizzatori sociali. Obiettivo cardine: rispondere al disagio tramite il lavoro come mezzo autentico di autonomia e opportunità di inclusione nella comunità e di riscatto personale.

Marco Pirovano, volontario e socio fondatore di Hortus Associazione, racconta che “circa tre anni fa, da alcuni componenti del Centro di Pastorale Sociale e del Lavoro con l’appoggio della Caritas di Mantova, è nata la volontà di dar vita a Hortus. Volevamo realizzare un progetto concreto di lavoro agricolo che fosse un segno concreto di solidarietà e attenzione a chi il lavoro non lo trova, non lo ha mai avuto o l’ha perso”. “Lo slogan scelto da Hortus riassume la sua mission, ovvero “coltivare dignità” attraverso un percorso di consapevolezza che permette di riscattare la propria situazione di disagio sociale a partire da opportunità di lavoro agricolo” commenta.

Sara Nicolini, attuale presidente della Cooperativa Hortus, evidenzia che “la cura e l’attenzione alle relazioni con le persone che lavorano insieme a noi, portano a valorizzare le differenti culture dei paesi di origine, le religioni e le tradizioni. Il lavoro permette di esprimere le capacità e competenze di ciascuno. Questi aspetti sono particolarmente veri per chi si sente escluso e soprattutto nel caso di donne straniere, talvolta poco considerate già all’interno della propria famiglia”.

Con tre sedi operative dislocate in prossimità della città di Mantova, di cui una dotata di cucina e magazzino, Hortus realizza da tempo una serie articolata di attività che comprendono la coltivazione e vendita diretta di frutti e ortaggi provenienti dai campi coltivati, la vendita di prodotti trasformati, la consegna a domicilio dei prodotti, servizi di catering destinati ad eventi pubblici e privati. Tutto questo secondo i principi dell’agricoltura sociale e insieme responsabile che prevede la coltivazione di prodotti di qualità attraverso tecniche naturali rispettose della salute del pianeta – definito da Hortus “la nostra casa comune” – e delle persone che lo abitano. A tutto ciò si unisce l’impegno a combattere la tendenza dello scarto e dell’esclusione.

Importanti anche i dati dal punto di vista delle inclusioni lavorative realizzate da Hortus che fino ad oggi ha coinvolto 30 persone in stato di svantaggio sociale ed economico e di cui: 5 originari del Marocco, 1 del Bangladesh, 2 della Tunisia, 2 del Ghana, 1 della Costa d’Avorio, 1 della Nigeria, 1 del Mali, 1 dell’India, 2 del Pakistan, 1 della Bielorussia, 1 della Bosnia, 1 dall’Albania e 11 italiane e italiani. I curricula di queste persone sono stati selezionati tra quelli inviati a Hortus dal Centro di Ascolto “Casa San Simone”, da varie realtà dell’Associazione Abramo e dal “Centro di Aiuto alla Vita” di Mantova.

Articolo di Sara Bellingeri – Comunicazione e Ufficio Stampa Agricoltura Sociale Lombardia

Uno dei momenti di lavoro nell’ambito di Hortus.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>